Noto, giardino barocco di musica e pietra

Particolare di corso Vittorio Emanuele, la via principale di Noto

Da qualche anno Noto è una meta turistica molto ricercata. Il gioiello barocco in provincia di Siracusa che lo storico dell’arte Cesare Brandi definì efficacemente “giardino di pietra” oggi attrae visitatori provenienti dall’Italia e dal mondo. Per il ponte del 25 aprile ad esempio il centralissimo corso Vittorio Emanuele era intasato come in pieno agosto. L’arteria attraversa la cittadina dal sontuoso ingresso della Porta Reale fino a una piccola rotatoria intitolata a Gaetana Midolo, netina di nascita che morì insieme ad altre 129 operaie nell’incendio della fabbrica Triangle Waist di New York avvenuto il 25 marzo 1911.

A circa metà del tragitto si eleva la cattedrale, crollata nel 1996 e ricostruita 11 anni dopo con tecniche e materiali che ne hanno ripristinato fedelmente la struttura di inizio Settecento. L’ingresso, fatta eccezione per il culto e per i residenti, adesso prevede il pagamento di una piccola somma. Sintomo della “musealizzazione” di luoghi sempre meno frequentati per ragioni spirituali. Però vale la pena spendere qualche euro, se non altro per vedere gli splendidi affreschi dei pennacchi e della cupola realizzati tra il 2009 e il 2010 dal pittore russo Oleg Supereco.

A Noto il turismo si arricchisce con l’offerta museale

Se si è in cerca di musei veri e propri, e non solo di chiese e altri monumenti “musealizzati”, tra la Porta Reale e la cattedrale se ne trovano due che si fronteggiano. Da un lato della strada c’è il Museo Civico che conserva una collezione di reperti medievali e post medievali, la cui datazione è antecedente al terremoto dell’11 gennaio 1693 che distrusse la Noto preesistente. Ospita anche molte sculture di Giuseppe Pirrone, che trascorse gran parte della sua vita a Noto, e propone periodicamente mostre di vari artisti contemporanei.

Dall’altra parte di corso Vittorio Emanuele, prospiciente il Museo Civico, c’è il Museo Civico Archeologico con le sue dieci sale espositive che custodiscono centinaia di reperti che vanno dall’Età Preistorica a quella Medievale. Aperto al pubblico nell’ottobre 2021 nei bassi del complesso monumentale del Santissimo Salvatore, ex Monastero delle Benedettine, rappresenta un viaggio alle origini del territorio. Viaggio che culmina nei resti del santuario di Demetra e Kore dell’antica Eloro, la polis situata sul mare, a pochi km dall’insediamento urbano, di cui rimane ben poco. Entrambi i musei sono uno spazio prezioso sia per la loro funzione di tutela della memoria sia perché innalzano qualitativamente l’offerta turistica di Noto, aggiungendo alla sua bellezza architettonica e alla sua enogastronomia itinerari culturali di grande pregio.

L’importanza della musica nella capitale del barocco

È in questa direzione che si muove implicitamente anche l’Associazione concerti città di Noto che nel 2025 compirà 50 anni. L’Associazione è stata costituita quando ancora la capitale europea del barocco era sconosciuta al vasto pubblico, se si considera che è stata inserita nella lista dei siti patrimonio dell’umanità Unesco soltanto nel 2002. Le attività dell’Associazione quindi non sono nate per rispondere alle esigenze di una platea extra-cittadina qual è, appunto, quella formata oggi dai visitatori che vengono da fuori. Eppure non ha mai smesso di arricchire il suo calendario di concerti in cui si esibiscono nomi prestigiosi del panorama musicale internazionale.

Come quello del pianista Haiou Zhang che si è tenuto il 27 aprile 2024, unica tappa italiana del musicista che nei prossimi mesi suonerà in Germania, Norvegia, Gran Bretagna e Colombia. Per i tanti turisti – e non solo per loro – che durante il ponte del 25 aprile si aggiravano lungo il corso Vittorio Emanuele e nelle vie limitrofe, un’occasione per scoprire che sotto le pietre del giardino pulsa una vita che sarebbe un peccato ignorare.


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *