Andar per Chianti e scoprire Igor Mitoraj

Chianti Mitoraj La piazza principale di Greve in Chianti, comune della città metropolitana di Firenze considerato il punto di ingresso alla via Chiantigiana

Che nesso c’è tra il Chianti e Igor Mitoraj? Il legame con lo scultore conosciuto per i suoi enormi busti di bronzo “feriti” lo si scopre varcando la porta ufficiale del famoso vino toscano, Greve in Chianti, comune che fa parte della città metropolitana di Firenze. Nella sua centralissima piazza Matteotti, di fronte al palazzo comunale, dal 2002 si trova il “torso alato”.

L’opera, come spesso avviene nell’artista, rappresenta una figura classica maschile senza testa, braccia e gambe. La sua modernità si ricava dalle inserzioni che Mitoraj era solito collocare nella “carne” dei suoi soggetti che, nel caso del torso alato, sono un occhio sulla schiena e una coppa che fuoriesce dal ventre. Quest’ultima è un evidente omaggio al luogo situato sulla via Chiantigiana, al crocevia tra i territori di Firenze e Siena, considerato da molti il punto di ingresso ai colli su cui si produce il Sangiovese, il principale vitigno alla base del Chianti.

Non solo in Chianti, dove sono le sculture di Mitoraj

La piazza di Greve in Chianti non è l’unica a ospitare una scultura permanente di Mitoraj. A Milano, ad esempio, di fronte a Santa Maria del Carmine, nella zona di Brera, dal 1986 c’è il “Grande Toscano”, chiamato anche “Petto a metà”. Molte invece le mostre a cielo aperto che hanno arricchito gli spazi delle città d’arte italiane per periodi più o meno lunghi, come quella sulla scalinata della cattedrale di Noto su cui sono state posizionate sei opere tra il 2020 e il 2021.

Noto Mitoraj

La cattedrale di Noto con le sculture di Igor Mitoraj che sono state esposte tra il 2020 e il 2021

Sempre in Sicilia, è tuttora visitabile nell’area archeologica Neapolis di Siracusa la più grande mostra dedicata allo scultore, con 30 statue monumentali che si potranno ammirare fino al 31 ottobre 2025. Non è tuttavia la grande isola del Mediterraneo l’amore principale che dominò Mitoraj. È quello per la Toscana. Dal 1983 infatti decise di stabilirsi e di aprire uno studio a Pietrasanta, in provincia di Lucca, e diede disposizione di essere sepolto lì dove adesso, appunto, risposano le sue ceneri.

Vino, salumi, pelletteria: i tanti tesori della Toscana

Una delle cantine della macelleria Falorni presente nella storica sede di Greve in Chianti

Pietrasanta in passato è stata scelta da grandi artisti come Moore, Mirò, Pomodoro, Folon, Cascella e Botero. La definizione di “Piccola Atene” deriva proprio da questa capacità di attrarre talenti di calibro internazionale facendo leva sull’antica tradizione nella lavorazione del marmo. Che è poi uno dei tanti in modi in cui si declina la vocazione tutta toscana nella trasformazione della materia in prodotti di altissima qualità.

A Greve in Chianti non si produce soltanto vino. C’è anche la macelleria Falorni che dal 1800 realizza salumi pregiati che adesso esporta in tutto il mondo. La zona è caratterizzata inoltre da una fiorente attività nel campo della pelletteria, come sa chiunque abbia visitato almeno una volta Firenze.

La piazza di Greve in Chianti, infine, ricorda uno dei sui figli più illustri, quel Giovanni da Verrazzano che nel 1524 arrivò, primo tra gli europei, nella baia di New York. Oggi questo spirito per la scoperta si ritrova nelle cantine del Chianti, la cui versione “classica” riporta il simbolo del gallo nero. È frutto di una perizia che dal 1700 ha perfezionato man mano la tecnica degli uvaggi. Igor Mitoraj ebbe a dire: «Ho la nostalgia di qualcosa di molto bello, di molto semplice, una sorta di paradiso perduto». Qualcosa di cui si può fare esperienza anche assaggiando un buon bicchiere di vino.


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