Salone libro 2024

Il Salone del libro di Torino 2024 si è chiuso con numeri da record, a cominciare dai 220 mila visitatori totali, il 61% dei quali formato da under 40. Sono stati questi ultimi i protagonisti assoluti, giovani e giovanissimi, che hanno fatto ore di coda per seguire gli interventi dello storico Alessandro Barbero, del fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, o di un’icona americana del genere noir come James Ellroy. Tra gli oltre 800 stand distribuiti nei 137 mila mq del Lingotto Fiere gli espositori hanno accolto una fiumana di gente che dal 9 al 13 maggio non si è lasciata intimidire da attese estenuanti agli ingressi o dalla carenza dei servizi igienici messi loro a disposizione. A prima vista, quindi, l’editoria italiana sembra godere di ottima salute.

Solo a prima vista però, perché gli ultimi dati diffusi dall’Associazione Italiana Editori (AIE) parlano di un calo del 2,2% della varia (romanzi e saggi) nei primi 4 mesi dell’anno rispetto al 2023, con 30,1 milioni di copie vendute. Una flessione determinata in particolare dalle vendite inferiori dei manga che, secondo Caterina Marietti di Bao Publishing, vanno considerati parte di un linguaggio qual è quello del fumetto, non tanto un genere letterario vero e proprio.

Salone del libro e lettori in Italia: cifre a confronto

Il fumetto comunque rappresenta quello che il 21% della popolazione italiana legge più frequentemente, mentre sulla percentuale di lettori del nostro paese le cifre variano a seconda dei criteri con cui vengono condotte le rilevazioni. Ad esempio, in base a un’indagine dell’anno scorso realizzata da Pepe Research per AIE, nel 2023 il 74% delle persone tra i 15 e i 74 anni aveva letto almeno un libro a stampa (anche solo in parte), un e-book o ascoltato un audiolibro nei 12 mesi precedenti. L’Istat, invece, aveva stimato che i lettori italiani nel 2022 fossero pari al 39,3%. La differenza di risultato dipende dal tipo di domanda posto al campione.

Quella dell’Istat era: “Negli ultimi 12 mesi ha letto libri (cartacei, ebook, libri online o audiolibri)? Consideri solo i libri letti per motivi non strettamente scolastici o professionali”. Il quesito dell’AIE era stato: “Pensando agli ultimi 12 mesi le è capitato di leggere, anche solo in parte, un libro di qualsiasi genere, non solo di narrativa (come un romanzo, un giallo, un fumetto, un fantasy) ma anche un saggio, un manuale, una guida di viaggio o di cucina ecc. su carta o in formato digitale come un e-book, o di ascoltare un audiolibro?”. Un conto è leggere integralmente un libro, un altro è considerare lettore anche chi ha sfogliato solo in parte qualcosa.

Ma è proprio vero che si pubblicano troppi titoli?

I criteri con cui si calcolano le statistiche sono fondamentali. L’anno scorso uno studio di Confesercenti-Nomisma riportato da diverse testate aveva suscitato un certo allarme. Il 30 per cento dei libri pubblicati – a detta dello studio – non aveva venduto nemmeno una copia. Tra tutti i libri usciti nel 2022, 35 mila avrebbero raggiunto solo le 10 copie vendute. Peccato che di questo studio non si riesca a trovare l’originale in rete e che i dati si riferiscano solo all’Emilia-Romagna e non a tutta l’Italia, come lasciavano intendere i vari articoli che se ne sono occupati.

È vero che la produzione di titoli dal 1960 a oggi è cresciuta di quasi 10 volte in Italia, come si ricava da un’analisi dell’AIE, ma questo non deve far pensare che da noi si pubblichi molto di più di quanto avvenga nelle altre nazioni europee. Siamo un popolo di scrittori alla stessa stregua di Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia e Danimarca. Semmai in questi paesi è il numero di lettori abituali a essere più elevato. Morale, è su questa percentuale che bisogna lavorare. Ben vengano perciò iniziative come il Salone del libro di Torino che aiutano a far scoprire o riscoprire quanto sia bello leggere.


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